MASSIME della Cassazione Penale

CASSAZIONE PENALE: annullamento senza rinvio

La Corte di cassazione pronuncia sentenza di annullamento senza rinvio se ritiene superfluo il rinvio e se, anche all’esito di valutazioni discrezionali, può decidere la causa alla stregua degli elementi di fatto già accertati o sulla base delle statuizioni adottate dal giudice di merito, non risultando perciò necessari ulteriori accertamenti di fatto.

Cass. pen. Sez. Unite, 30/11/2017, n. 3464

 

CASSAZIONE PENALE: Motivi di ricorso
In tema di ricorso per cassazione in materia penale, ricorre il vizio della mancanza, della contraddittorietà o manifesta illogicità della motivazione della sentenza se la stessa risulti inadeguata, nel senso di non consentire l’agevole riscontro delle scansioni e degli sviluppi critici che connotano la decisione, in relazione a ciò che è stato oggetto di prova, ovvero di impedire, per la sua intrinseca oscurità ed incongruenza, il controllo sull’affidabilità dell’esito decisorio, sempre avendo riguardo alle acquisizioni processuali ed alle prospettazioni formulate dalle parti.

Cass. pen. Sez. V, 12/12/2017, n. 5180

 

CASSAZIONE PENALE: motivazione sentenza impugnata

Nella motivazione della sentenza il giudice del gravame di merito non è tenuto a compiere un’analisi approfondita di tutte le deduzioni delle parti e a prendere in esame dettagliatamente tutte le risultanze processuali, essendo invece sufficiente che, anche attraverso una loro valutazione globale, spieghi, in modo logico e adeguato, le ragioni del suo convincimento, dimostrando di aver tenuto presente ogni fatto decisivo. Ne consegue che in tal caso devono considerarsi implicitamente disattese le deduzioni difensive che, anche se non espressamente confutate, siano logicamente incompatibili con la decisione adottata

Cass. pen. Sez. V, 04/12/2017, n. 5175

 

CASSAZIONE PENALE: misure cautelari reali motivi di ricorso
In tema di riesame delle misure cautelari reali, nella nozione di “violazione di legge”, per cui soltanto può essere proposto ricorso per cassazione a norma dell’art.325, comma 1, c.p.p., rientrano la mancanza assoluta di motivazione o la presenza di motivazione meramente apparente, in quanto correlate all’inosservanza di precise norme processuali, ma non l’illogicità manifesta, la quale può denunciarsi nel giudizio di legittimità soltanto tramite lo specifico e autonomo motivo di ricorso di cui alla lett. e) dell’art. 606 stesso codice.

Cass. pen. Sez. III, 05/12/2017, n. 272

 

MARCHI: Contraffazione ed usurpazione del marchio

In materia di contraffazione di marchi e segni distintivi, non ricorre l’ipotesi del reato impossibile qualora la grossolanità della contraffazione e le condizioni di vendita siano tali da escludere la possibilità di inganno dei consumatori. Il delitto di cui all’art.474 c.p., invero, è reato di pericolo, per la cui configurazione non serve la realizzazione della lesione del consenso negoziale dell’acquirente.

Cass. pen. Sez. II, 05/12/2017, n. 55079

 

MISURE DI PREVENZIONE: necessità dell’attualità della pericolosità sociale
Nel procedimento applicativo delle misure di prevenzione personali agli indiziati di “appartenere” ad una associazione di tipo mafioso, è necessario accertare il requisito della “attualità” della pericolosità del proposto (In motivazione la Corte ha precisato che solo nel caso in cui sussistano elementi sintomatici di una “partecipazione” del proposto al sodalizio mafioso, è possibile applicare la presunzione semplice relativa alla stabilità del vincolo associativo purché la sua validità sia verificata alla luce degli specifici elementi di fatto desumibili dal caso concreto e la stessa non sia posta quale unico fondamento dell’accertamento di attualità della pericolosità). (Annulla con rinvio, App. Reggio Calabria, 01/04/2016)

Cass. pen. Sez. Unite, 30/11/2017, n. 111.

 

ARRESTO IN FLAGRANZA: esclusioni.

Lo stato di “quasi flagranza” non sussiste nell’ipotesi in cui l’inseguimento dell’indagato da parte della polizia giudiziaria sia stato iniziato per effetto e solo dopo l’acquisizione di informazioni da parte della vittima o di terzi, dovendosi in tal caso escludere che gli organi di polizia giudiziaria abbiano avuto diretta percezione del reato.

Cass. pen. Sez. IV, 30/11/2017, n. 39

Giuseppe Biondi, nato a Napoli il 9 Luglio 1971,avvocato abilitato al patrocinio presso le Magistrature Superiori, si è laureato in Giurisprudenza nel 1996 presso l’Università degli studi di Napoli “Federico II”.

E’ stato cultore della materia in  Criminologia e Legislazione Minorile presso l’Università degli studi di Napoli “FedericoII” e si è formato professionalmente presso importanti studi legali specializzati in diritto penale.

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